Sex Addiction o Dipendenza sessuale
Un tempo chiamata ninfomania, oggi si preferisce definire questo disturbo bulimia sessuale o più tecnicamente dipendenza dal sesso. Infatti con il termine sexual addiction (dipendenza patologica dal sesso), il disturbo è stato inserito nei manuali di psichiatria, accanto alle nuove dipendenze come quelle da internet, da cellulare e da videogiochi.
La persona con questo disturbo pensa al sesso in continuazione, e nel tentativo di riempire un vuoto interiore, ha il bisogno impellente di avere rapporti da una a cinque volte al giorno. Questa spinta all’attività erotica è irresistibile e deve essere soddisfatta a tutti i costi, con qualsiasi persona si ha a fianco. Il sesso diventa il perno intorno al quale gira tutta la vita, le amicizie, il lavoro, gli hobby e gli amori. Si diventa vittime di impulsi sui quali si perde ogni tipo di controllo, perché bisogna soddisfarli subito.
Chi soffre di questa dipendenza in verità è una persona che ha paura della vera sessualità, che significa rapporto con l’altro e scambio profondo. La dipendenza dal sesso appartiene ai disturbi ossessivi, e in questo caso il sesso fa parte di un rituale con il quale ci si difende da qualcosa che fa paura; il sollievo, però, dura poco, il tempo di un rapporto, del quale poi ci si vergogna ma che alla fine spinge a trovare consolazione nell’unica maniera conosciuta. È lo stesso meccanismo che avviene nel drogato o nell’alcolista, che ricercano la soluzione in quello che invece è il problema.
Come si guarisce
In America sono nate delle vere e proprie cliniche per disintossicarsi dal sesso, dove si prescrive l’astinenza forzata per mesi e l’uso di farmaci.
In Italia si cerca di ricorrere in primo luogo ad una psicoterapia; quelle di tipo cognitivo-comportamentale, cerca di raccogliere le sensazioni che il paziente prova quando avverte l’insopprimibile spinta di fare sesso con chiunque. Quindi gli si insegna a controllarsi nel momento del bisogno, cercando di distrarsi concentrandosi su altro.
Le terapie analitiche invece sostengono che l’origine del disagio va cercata in una sofferenza profonda che si fa sentire a livello sessuale perché è li che si esprimono le parti più segrete. In questi casi il terapeuta dovrà aiutare il paziente a vedere nel “sintomo”, i conflitti profondi mai risolti.
A volte il trattamento psicologico va accompagnato da una cura a base di farmaci che controllano l’umore e tolgono il pensiero fisso del sesso. Solitamente però gli psicofarmaci servono solo a contenere il paziente temporaneamente, perché la terapia fondamentale è psicologica.
Utili sono anche i gruppi di auto- aiuto ( simili a quelli per alcolisti) guidati da esperti, dove l’obbiettivo da raggiungere è quello di far diventare di nuovo piacere quello che è diventato ossessione.






















12 luglio 2008 at 23:12
sono completamente daccordo su quanto scritto nell’articolo
12 luglio 2008 at 23:17
Credo che come in tutte le dipendenze alla base ci sia una scarsa considerazione di se e penso sia fondamentale fare un percorso di confronto con gruppi di auto aiuto e un lavoro di fortificazione del se. Cercare di andare a fondo e cercare l’origine del problema mi sembra un lavoro troppo lungo e tutto sommato meno utile. mi piacerebbe poter ricevere informazioni o racconti di storie vissute da persone direttamente interessate e che magari hanno superato il problema.
grazie a tutti quelli che vorranno rispondermi.
Silvana
26 luglio 2008 at 10:47
L’articolo pone mette meritevolmente in luce un problema che esiste da sempre e che oggi si diffonde sempre più…assumendo sfumature molteplici e dimensioni sociali.
Io soffro fin dalla mia infanzia, di questa compulsività sessuale, che oggi ha raccolto in sè un profondo disagio interiore. Ma non è da questo che dobbiamo partire, perchè credo che questo sia proprio del mondo occidentale, quantomno nelle forme espressive a noi consuete, bensì dalle storie individuali e dalle alterazioni di quegli condivisi del sociale che sempre più generano “scompensi”, ritenuti da alcuni selettivi di una società competitiva, non ancora avvertiti come autolesivi, da una cultura tutta egotipica ed egocentripeta.
Oggi all’età di 63 anni, sono fortemente affranto dalle pratiche autoerotive, da sempre ormai, e soprattutto quando sono meno impegnato dal lavoro, mi sento calamitato ed attratto compulsivamente da un forte bisogno quotidiano di sessualità, senza però avere la capacità di dare forma e sfogo ad una ricerca all’esterno, al difuori di un mondo soggettivo fortemente interiorizzato, ma con la capacità ancora integra di sviluppare un forte incontro con il femminile, laddove le occasioni hanno superato le mie timide ed impedire renitenze.
Non credo Silvana, sia la strada giusta quella di pensate ad una causa primaria del proprio squilibrio sessuale, quanto piuttosto la capacità di chiedere aiuto e di sentire che dall’altra parte ci sia una risposta sincera ad un problema che proprio nel proprio solipsismo trova le condizioni del rafforzamento. Questo aiuto probabilmente può essere la via, non della “guarigione”, bensì di quella consapevolezza che sola può aiutarci a sopportare un peso “condiviso” e a conviverci limitamdone il più possibile quei danni che sono le metastasi di una società dalle individualità “recintate”.
Se a Roma esistono dei centri pubblici sanitari, sarei grato a chiumque volesse comunicarmelo. Grazie.
Marco
29 luglio 2008 at 14:09
Daccordo con l’articolo, ma aggiungo che si deve cercare di trovare un metodo più “umano” ed efficace per riuscire a contrastare queste forme di dipendenza e che comunque, a mio modo di vedere, prevenire è meglio che curare quindi andrebbero fatte delle campagne di prevenzione!
7 agosto 2008 at 15:56
ciao è la prima volta che mi trovo ad affrontare questo problema,una persona a cui voglio bene credo che soffra di quasto disturbo e la mia paura più grande è che si rovini la vita visto che è ancora giovane.
per favore aiutatemi a capire cosa fare e a chi chiedere aiuto.
grazie
26 agosto 2008 at 20:56
nn so se sono dipendente da sesso o dal mio compagno che si è allontanato da me x la mia gelosia so solo che lo tormento con sms telef. x 1 rapporto sessuale,ho rapporti con altri ma sono insoddisfacenti.lui si nega e più lo fà io mi accanisco è 1 inferno.mi sento scoppiare.se potete aiutarmi,ho desiderio compulsivo di lui di altri no.attendo risposta grazie
22 novembre 2008 at 13:08
Salve. Ho “forse” scoperto che il mio compagno soffre di dipendenza sessuale. Stiamo insieme da un pò e più volte ho scoperto diversi suoi tradimenti. Ogni volta c’era una scusa e ogni volta promesse che non lo avrebbe più fatto e poichè innamorata l’ho sempre perdonato e ho ricominciato. 2 settimane fa ho scoperto, nonostante oggi sia in attesa di un figlio nostro, che ha dinuovo perseguito una strada per me inaccettabile ma solo 2 settimane fa mi ha confessato che da tempo sospettava di essere dipendente dal sesso e poichè ogni volta era assalito dai sensi di colpa nonchè la paura di perdermi, non mi ha mai svelato cosa continuava a fare. Oggi sembra abbia confessato tutto l’inconcepibile che da tanti anni perseguiva e io, sicuramente perchè tanto innamorata di lui, ancora gli sto accanto cercando di farlo uscire da questo incubo insano e disgustoso. Ora l’ho obbligato a stare lontano dal sesso per 90 giorni così come ho appreso da varie fonti su internet e già mi ha confessato che questo impedimento gli crea panico ma che ora, alla luce dei fatti, si sforzerà per “guarire” da un male che non sapeva di avere.
Io sono un pò spaventata nel senso che non so se veramente sta perseguendo una cura o se in realtà lui è per natura un tipo di persona che sa bene non essere da me accettata. Qualora però fosse veramente “malato”, può realmente guarire?
Se qualcuno si è trovato nel medesimo tunnel, può dirmi se alla fine ne è uscito? e quando? e in quanto tempo? e come?
Grazie…
una quasi-mamma preoccupata e ansiosa di trovare la verità
22 novembre 2008 at 13:27
Come Gestore del sito, nonchè Psicologa e consulente sessuale, le posso dire che è difficile guarire da soli dalla dipendenza sessuale. si tratta di una vera e propria dipendenza e il suo compagno ha bisogno di una persona competente che possa aiutarlo.