Stalking: l’amore persecutore
In inglese Stalking significa “fare la posta”. I dati dell’Osservatorio Nazionale per lo stalking dicono che un italiano su cinque è stato oggetto di questo fenomeno e che nell’80% dei casi le vittime sono donne. Gli autori di questa forma di molestia sono soprattutto gli ex partner, che nei casi in cui sono soggetti fragili non sopportano il rifiuto. Dalla fragilità però nasce la violenza.All’inizio basta un fiore, un regalo, una gentilezza e dopo poco la donna si trova prigioniera di una spirale soffocante fatta di minacce e violenze che rendono la vita impossibile. Lo stalker, cioè il persecutore, sorveglia la sua vittima notte e giorno, la pedina, ricatta, insulta e la mortifica. Quell’uomo che inizialmente ha giurato amore eterno, rispetto e lealtà, si impossessa della sua vittima e la distrugge. È una persona insospettabile, appartenente ad un ambiente evoluto e perbene. E la vittima vive questo incubo nascondendosi e tenendo segreta la situazione.
Lo stalking è reato?
Il fenomeno è già punito in vari paesi esteri, come Usa, Inghilterra e Spagna. In Italia, per ora c’è solo un progetto di legge in Parlamento, così attualmente una vittima che si rivolge alla polizia per segnalare il fatto, difficilmente riceve tutela. Al massimo può presentare una denuncia per molestie o lesioni, ma in questo modo il suo persecutore diventerà ancora più aggressivo.






















