Come agiscono le bulle
Il fenomeno del bullismo tra ragazze, è poco evidente e per questo motivo è stato paragonato a una forma di mobbing. Questo atteggiamento, infatti, crea le condizioni perché la vittima non possa dimostrare nulla di ciò che è accaduto. Se la ragazza offesa trova il coraggio di chiedere spiegazioni, si trova di fronte a clamorose smentite e spesso finisce per essere accusata a sua volta di narcisismo o di soffrire di manie di persecuzione. Così, spesso la vittima si sente frustrata e talvolta arriva a sentirsi in colpa.Una persecuzione mentale
Se i maschi sono più violenti e magari si divertono a picchiare la loro vittima, talvolta filmando la bravata per condividerla con i compagni, le ragazze usano tecniche più sottili, apparentemente innocue. La prima arma usata delle ragazzine che vogliono tormentare una coetanea, è la parola, che può fare ancora più male se è appena sussurrata. Difficilmente queste parole diventano insulti sfacciati o urlati, ma sono assillanti e persecutori. In genere la bulla tesse sul conto della vittima, pettegolezzi, dicerie e maldicenze infondate. Le false accuse più frequenti sono di natura sessuale, alludono all’eccessiva disponibilità della vittima nei confronti dei ragazzi, oppure alla sua omosessualità .
Altra arma molto utilizzata sono gli sguardi, dei veri e propri messaggi in codice che trasmettono derisione o avvertimenti e minacce. Quando ci si trova di fronte a una sola bulla, la vittima può far finta di nulla, o con il tempo imparare a sostenere lo sguardo; ma quando gli occhi minacciosi sono numerosi, è difficile schivarli.
Un ultimo mezzo spesso usato è il sorriso, non un vero sorriso, ma una maschera che nasconde cattive intenzioni e accuse. A volte si tratta di un’increspatura delle labbra, ma spesso si trasforma in risate sguaiate con lo scopo di intimidire e creare disagio.















9 Aprile 2008 at 08:05
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