L’acne:un problema psicosomatico
                                                                            
Spesso l’acne fiorisce su guance e fronte di adolescenti, ma sempre più colpisce anche donne con più di trent’anni. Non a caso si parla di acne tardiva.
Secondo molti esperti, l’acne è legata a doppio filo allo stress, e per liberarsi dai brufoli bisogna affidarsi ad uno psicologo.Gli esperti hanno visto che l’acne va a braccetto con ansia e depressione, malesseri psicologici che portano con sé uno stato di tensione e stress che provoca l’aumento di alcuni ormoni capaci di iperstimolare le ghiandole sebacee. Ovviamente non tutte le donne stressate sono a rischio acne, perché ci deve essere una predisposizione, per esempio una maggiore sensibilità verso l’azione degli ormoni.
Sicuramente poi c’è un legame a doppio senso tra questi disturbi, e uno alimenta l’altro, perché vedere il proprio volto coperto di foruncoli aumenta la tensione e fa calare il tono dell’umore, peggiorando la situazione.
Il significato
L’acne, che non a caso colpisce la pelle, cioè il confine che separa il mondo interno da quello esterno, diventa una specie di barriera e il simbolo di un malessere interiore.
La cura
La cura passa in primo luogo attraverso la pelle. Sono molto indicati, per esempio, i peeling che effettua il dermatologo in ambulatorio; ma non bisogna trascurare l’aspetto emotivo. È altrettanto importante capire, con uno psicologo, le ragioni profonde del disagio. Prima che l’acne diventi una fissazione e costringa a controllare ossessivamente il viso nel terrore che spunti un nuovo brufolo.














