Emergenza bullismo
                                                                
Nel 1996 c’era stato un preallarme del fenomeno, ma di certo non si immaginava che si sarebbe trasformato in emergenza, come attestano i numerosi casi di cronaca.Il malessere delle vittime si rivela attraverso disturbi alimentari, insonnia, incapacità di attenzione e scoppi di aggressività . Oppure diviene dirompente quando scappano di casa. In frangenti simili si mobilitano tutti i mass-media, ma poco dopo il problema viene nuovamente accantonato.
Il bullo spesso si impone per manifestare la sua superiorità fisica, che gli permette, prendendo di mira un compagno debole e insicuro, di conquistare il ruolo di leader del gruppo. Nelle ragazzine il fenomeno rimane quasi invisibile; si tratta di calunnie denigrazioni, prese in giro, messe al bando. L’effetto è di destabilizzare la vittima che, accettando il verdetto delle sue aguzzine, finisce per perdere la stima di se, e si emargina.
Somiglianze nel bullismo maschile e femminile
Ciò che accomuna il bullismo maschile e femminile è l’omertà del gruppo, l’incapacità di sottrarsi a quella logica perversa, e di denunciare i colpevoli. Se gli spettatori si comportano così, è perché ne ricavano beneficio. Quando la designazione della vittima dipende da imputazioni negative (è grassa, è goffa, e miope), la persecuzione permette di proiettare fuori di sé i timori di inadeguatezza, e di sentirsi al riparo, perché nei guai c’è un’altra persona. Ma di solito la caratteristica del bullismo femminile è infierire su una compagna per ciò che di positivo ha (è bella, è brava, etc.); a questo punto nasce l’invidia!





















