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Depressione post partum

                                                   

La maternità, così come tutte le esperienze ad essa collegate, costituisce un evento a grosso impatto emotivo, che nella donna in particolare, riporta alla luce problematiche ed eventuali conflitti già vissuti nella primitiva relazione con la figura materna.      

Le esperienze come la medicazione del corpo, la gestazione, il parto, l’allattamento, rimettono in discussione e riattivano vecchie problematiche relative alla simbiosi, alla fusione e separazione, ma anche all’immagine di sé e alla propria autostima, che in alcuni casi possono sconvolgere precari equilibri psicologici. A tutto ciò bisogna aggiungere il ruolo esercitato dagli ormoni, che possono avere effetti sul tono dell’umore, sull’ansia e su altre funzioni psichiche.
I prinicpali disturbi psichici del post partum
La depressione post partum non è sempre uguale, ma vi sono diversi tipologie di questo disturbo.
1) Maternity blues (o sindrome del 3°giorno)
     Più che una malattia è considerato una manifestazione fisiologica, legata a fattori biologici e    
     psicologici. Compare nel 30-70 % delle gravidanze generalmente verso il 3° o 4°giorno dal
     parto. Essa è caratterizzata da astenia, stato depressivo con tendenza al pianto, ansia, instabilità e
     aggressività nei confronti di chi sta intorno. Diminuisce la capacità di concentrazione e di
     memoria, si ha un leggero stato confusionale, disturbi del sonno e cefalea. Solitamente questi 
     disturbi durano una settimana entro la quale si risolve completamente, in altri casi può avere
     evoluzioni diverse, quali durata superiore o una strutturazione verso un quadro depressivo vero e
     proprio.
2) Depressione maggiore
È un disturbo che compare nel 3-6 % delle gravidanze. Insorge più precocemente rispetto alle depressioni minori o nevrotiche ed è piuttosto grave. È caratterizzata da sintomi tipici dell’episodio depressivo maggiore con vissuti e deliri relativi alla maternità. La donna può esprimere sentimenti deliranti di inutilità, autoaccusa e colpa e talvolta si possono presentare rallentamento psico-motorio e agitazione interna. Sono ricorrenti idee di suicidio con rischio elevato sia di atti autolesionistici che di atti violenti sul neonato.
3) Depressione minore o nevrotica
Compare nel 10-20% delle gravidanze. Solitamente è più tardiva rispetto ad altri disturbi e si manifesta con i seguenti sintomi: riduzione del tono dell’umore con senso di esaurimento fisico più marcato nelle ore serali, riduzione dell’appetito, calo del desiderio sessuale, insonnia, richieste di sostegno e rassicurazioni circa la propria capacità materna. Spesso la donna ha eccessive preoccupazioni per il neonato oppure ostilità verso di lui.

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