Come scegliere uno psicologo o psicoterapeuta
Una cosa è sicura: la relazione che si ha con uno specialista della psiche è fondamentale per la riuscita di un trattamento psicologico. Tuttavia, non è sufficiente scegliere un interlocutore bravo e serio, ma ciò che è di centrale importanza è trovarne uno in sintonia con noi stessi.Come orientarsi
Innanzi tutto bisogna accertarsi che il professionista sia iscritto ad un albo, dell’Ordine dei medici o degli Psicologi. Il primo incontro poi, è molto importante; è inevitabile che il paziente arrivi all’appuntamento con un certo carico di ansia, perché si sta mettendo nelle mani di uno sconosciuto. Tuttavia se durante la seduta l’ansia, anziché diminuire, aumenta, è un bruto segno. Può anche dipendere da resistenze inconsapevoli, ma se il disagio permane dopo i primi tre incontri, allora sarà meglio cambiare terapeuta.
Fondamentale è che il paziente si senta il protagonista degli incontri: se il professionista usa un linguaggio poco comprensibile, pone domande su domande, o invita la persona a fidarsi ciecamente di lui, significa che si sta costruendo un rapporto asimmetrico.
Anche effettuare una diagnosi veloce non è indice di correttezza del terapeuta, perché non è giusto condensare in un’espressione rigida quale la diagnosi, una serie di elementi che per natura sono mobili, come i sentimenti, le emozioni e i ricordi. La consulenza psicologica ha come primo obiettivo quello di recuperare e scoprire la capacità di lasciarsi andare.
Alcune regole fondamentali
Gli aspetti organizzativi della seduta vanno definiti subito; il terapeuta dovrà precisare se si tratta di un sostegno psicologico, di una psicoterapia o di psicoanalisi. Poi dovrà indicare il costo delle singole sedute e fissare un calendario specificando la possibilità di recuperare o meno quelle saltate. Il professionista dovrà rilasciare anche la fattura compilata in maniera corretta; l’assenza di questa potrebbe indicare ambiguità del professionista.














