Tra le più comuni infezioni intime femminili, ci sono le vaginosi batteriche. Non è ancora chiaro il legame tra infezione e attività sessuale, ma secondo uno studio condotto al Melbourne sexual healt centre di Victoria, c’è un rapporto diretto tra sesso e comparsa delle vaginosi, soprattutto nelle adolescenti.Per le ragazzine sessualmente inattive non ci sarebbe alcun rischio di contrarre la vaginosi, mentre le possibilità salgono nelle adolescenti che praticano sesso orale e hanno rapporti completi. Le possibilità aumentano di molto quando non si usa il preservativo e se si cambia spesso partner.
Alcuni studi sostengono che queste infezioni possono essere legate a un periodo di maggiore frequenza dei rapporti sessuali, perché il liquido seminale abbassa il pH della vagina producendo condizioni di vita favorevoli per gli spermatozoi ma anche per i batteri.
Sintomi
I sintomi che si riscontrano maggiormente sono il cattivo odore vaginale, perdite bianco grigiastre e lattiginose; solo in rari casi invece si ha prurito e irritazione. I maggiori fattori di rischio sono la scorretta igiene intima (ad esempio un uso eccessivo di lavande), l’uso di antibiotici e di contraccettivi meccanici intrauterini come la spirale, precedenti gravidanze e una certa predisposizione genetica (pare ad esempio che la popolazione di colore sia statisticamente più colpita).
La cura
Solo una somministrazione antibiotica locale di Clindamicina (molto costosa) o di Metronidazolo (più economico) può ridurre il disturbo. Se recidiva può essere utile fare terapie periodiche e molto spesso è utile curare anche il partner.
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