Ansia da prestazione: la nuova crisi maschile
Dei due partner sicuramente quello più in crisi sessuale è l’uomo, perché sottoposto ad una duplice sollecitazione: da una parte la società che gli chiede di essere sempre al top, al massimo delle sue capacità e propone modelli di virilità poco realistici e quindi irraggiungibili. Dall’altro deve fare i conti con le pressioni della compagna, che ormai giudica, confronta ed esprime le proprie esigenze. In più le donne sono molto più informate e consapevoli.Le conseguenze
In questo panorama la conseguenza è una profonda crisi maschile, con ansia da prestazione. Che viene affrontata con la fuga, con il sesso virtuale o a pagamento dove nessuno giudica. Oppure ricorrendo sempre più al Viagra, anche quando fisiologicamente non c’è alcun bisogno. È un modo per essere sicuri della prestazione, per assicurarsi sensazioni forti, a cui poi però risulta difficile rinunciare, perché la “naturalità” appare sbiadita e insoddisfacente. Gli uomini poi sono meno abituati a chieder aiuto e arrivano dall’andrologo o dal sessuologo quando il problema è molto avanzato. Fra i giovani c’è poca conoscenza del proprio corpo, dei meccanismi del piacere e nessuna abitudine a fare controlli di prevenzione.
Qualche soluzione
Le soluzioni non sono certo immediate, ma da alcuni anni sessuologi, psicologi e psichiatri stanno studiando il fenomeno. Quella che appare la soluzione più convincente, è aiutare l’uomo ad uscire da questa concezione, ormai superata, del sesso solo come prestazione. Anche lui ha bisogno di contestualizzare e inquadrare il rapporto all’interno di una cornice, perché è cambiato l’uomo e sono cambiate le sue esigenze.





















