Il Disturbo da Attacchi di Panico
Un antico proverbio cinese afferma che se si possiedono delle forze, e non le si usano, queste prima o poi ti si risolleveranno contro. Così sono gli attacchi di panico: una componente tanto viva quanto inutilizzata della personalità , che non è più disposta a tacere, ed esasperata dall’essere soffocata, ci soffoca a sua volta.
Cos’è il Disturbo da attacchi di panico
Il Disturbo da attacchi di panico, (DAP), è un disturbo caratterizzato da ricorrenti e brevi episodi di angoscia acuta, che si manifesta in modo inaspettato e senza un apparente legame con eventi esterni. I suoi sintomi sono numerosi e variano da persona a persona ma spesso chi è colpito da un attacco di panico accusa tachicardia, forti palpitazioni, tremori incontrollati, sudorazione eccessiva e la sensazione di soffocamento. La persona ha l’impressione di non riuscire a respirare e spesso teme di morire. Molti riferiscono anche la sensazione e la paura di impazzire e temono di perdere il controllo totalmente.
Chi colpisce
Il Disturbo da Attacco di Panico, è una patologia in costante aumento dall’inizio degli anni ’90. In Italia il 10% delle persone riferisce di aver avuto almeno una crisi di panico nella vita, mentre oltre 2 milioni di persone ne soffrono abitualmente. Ad essere maggiormente colpite sono le donne, anche se ultimamente è un fenomeno in crescita anche tra gli uomini.
Coloro che soffrono di questo disturbo, si dichiarano spesso perfetti, sostengono di non avere nulla da cambiare nel proprio di essere. Si tratta di un atteggiamento rigido che però maschera timori inconfessati nei confronti della vita, che tra sorprese e imprevisti potrebbe cambiare qualcosa nella propria quotidianità . Così la persona cerca di comprimere dentro di sé l’energia vitale a tal punto che la crisi di panico, come lo scoppio di un pallone troppo pieno, può farla circolare di nuovo.
Spesso è la paura che causa questo atteggiamento, il timore di essere fuori posto, di andare contro l’etichetta, di tradire le attese e commettere degli errori.















7 Aprile 2008 at 08:30
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