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La depressione: il male oscuro

Mal di vivere, male oscuro, depressione; non sono stati d’animo ma una malattia, che rappresenta forse la minaccia sanitaria più subdola e pericolosa del nostro millennio. Oggi la maggior sensibilità da parte dei medici e delle persone comuni hanno portato allo scoperto questo disturbo e negli ultimi tempi è scattato l’allarme: in Italia il 15 % delle persone soffre di depressione, percentuale che aumenta di anno in anno.

Capita a tutti , prima o poi di dire “oggi sono depresso”; bisogna capire però quando la depressione da stato d’animo negativo diventa una malattia. Questo avviene quando la sensazione di malessere perdura nel tempo e incide profondamente sul “funzionamento sociale”. Non è più quindi un malessere passeggero, che si risolve nel giro di pochi giorni, ma diventa una sofferenza che peggiora sempre più, facendo percepire alla persona la sua assoluta incapacità di trovare quelle risorse e energie autonome per poter tornare alla vita normale.
Questo disturbo dell’umore va ben diagnosticato, per evitare errori e curarlo appropriatamente. È fondamentale distinguere tra depressione clinica e crisi esistenziali causate da eventi precisi come lutti, separazioni o delusioni. In questi casi è normale provare malinconia e altri sintomi come abbassamento del tono dell’umore, disturbi del sonno, variazioni di peso, difficoltà a svolgere semplici attività.
Si può parlare di disturbo depressivo quando i sintomi precedentemente descritti insorgono senza una causa precisa e perdurano per almeno tre settimane.
Eppure spesso la depressione non viene riconosciuta immediatamente, in parte perché il primo contatto del malato è con il medico di famiglia, che non sempre ha una preparazione adeguata, e in parte perché spesso si teme di curare chi in realtà non è malato.
Oggi c’è un protocollo per la diagnosi depressiva, che consiste nel far compilare all’assistito un questionario, che farà emergere la presenza o assenza dei sintomi caratteristici della malattia: disturbi somatici ( dolore, percezione del malfunzionamento di vari organi, disturbi fisici vari) e disturbi della sfera cognitivo-affettiva, come pessimismo, mancanza di volontà, basso tono dell’umore, difficoltà a concentrarsi, perdita della memoria.
Spesso c’è uno stretto legame tra depressione e somatizzazione perché spesso la depressione “parla” attraverso il linguaggio del corpo. La sofferenza somatica fa emergere una serie di disturbi fisici come dolori articolari, problemi gastro-intestinali, difficoltà di deglutizione, affaticamento, nodo alla gola, tachicardia, in assenza tuttavia di un danno organico evidenziabile perché inesistente.

Biancamaria Fracas

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