L’anoressia
I dati dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso (Aidap), rivelano che su 100 persone tra i 13 e i 25 anni, circa l’1% soffre di episodi anoressici: nel 90 % dei casi si tratta di appartenenti al sesso femminile, anche se negli ultimi tempi si è assistito ad un incremento notevole tra gli uomini. L’età media di comparsa del disturbo è 16-17 anni, ma sono sempre più frequenti esordi a 10, 30 e 50 anni.
I segnali dell’anoressia
Il primo campanello d’allarme è l’ossessione per il cibo e il peso; solitamente si inizia una dieta per perdere qualche chilo e poi si continua. Nella persona anoressica il pensiero predominante della giornata è il peso. Altro segnale è la distorsione dell’immagine corporea, perché anche se magrissimo, l’anoressico si vede sempre grasso. Un altro indizio è l’amenorrea, ovvero l’assenza di mestruazioni; spesso però, le madri e i ginecologi commettono l’errore di somministrare la pillola, che ripristina il ciclo e nasconde il sintomo.
Chi e perché arriva all’anoressia
Solitamente le persone che soffrono di questo disturbo alimentare, nascondono un’identità molto fragile, hanno sempre bisogno di dimostrare le proprie competenze per conquistare l’approvazione degli altri. Ci sono poi delle predisposizioni psicobiologiche, che portano alo sviluppo di patologie di questo tipo e il resto lo fa l’ambiente famigliare e sociale. Le persone già insicure che si scontrano tutti i giorni con la cultura narcisistica proposta dai media, dove gli unici valori sono la magrezza, la bellezza e la ricchezza, va in crisi.
La famiglia c’entra sempre?
Ho già accennato che lo stile relazionale famigliare è un fattore predisponente. Il significato simbolico dell’anoressia è sparire dal mondo, morire, perché si ha un disperato e spasmodico bisogno di essere visti e riconosciuti. Le famiglie in cui è presente una persona con disturbi alimentari sono, quasi sempre, problematiche. Non si tratta necessariamente di realtà anaffettive o patologiche, ma realtà dove gli stili comunicativi sono sbagliati. In genere sono famiglie in cui tutto deve andare bene e l’espressione delle emozioni è frenata, dove non è possibile fare brutta figura, dove bisogna essere sempre felici. Quindi, il soggetto che diviene anoressico, non ha avuto sufficientemente e qualitativamente risposta ai suoi bisogni.
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