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Curare la psicosi

La moderna psichiatria clinica si basa sugli interventi educativi e psico-sociali per aiutare i pazienti e le famiglie a risolvere i problemi, confrontarsi con lo stress, rapportarsi con la malattia e le complicanze che possono derivarne. Le cure si sviluppano sia sul piano farmacologico che su quello educativo-occupazionale, agendo sulle dimensioni fisiche, emotive, mentali e sociali.

Le terapie
In mancanza di una cura adeguata e con il progredire della malattia, anche l’espressione del sé diviene sempre più difficile. Per questo motivo è necessario poter disporre di una terapia che non inibisce l’espressione dell’individuo, della creatività e del talento, ma favorisce il recupero fisico-mentale, emotivo e sociale. È fondamentale quindi, una terapia efficace che sia ben tollerata dal paziente. Oggi i farmaci disponibili sono in grado di trattare questo tipo di disturbi, ma prescrivere le ricette non è sufficiente, bisogna anche saper ascoltare la sofferenza, tenere conto delle persone in cura nella loro interezza.

La Quetiapina
Il farmaco antipsicotico più prescritto negli Usa è la quetiapina, che consente il recupero della persona nella sua interezza perché agisce a livello fisico-mentale, controllando il comportamento, e a livello emotivo, migliorando significativamente i sintomi come impulsività, eccitabilità e mancanza di cooperazione. Anche a livello sociale rappresenta un valido aiuto, perché privo di effetti collaterali fastidiosi che potrebbero alterare la vita quotidiana. Ovviamente si tratta di un farmaco, perciò è fondamentale rivolgersi ad un medico, e effettuare una diagnosi precisa prima di assumerlo.

Arteterapia
Molto spesso le persone con disturbi psicotici sono dotate di capacità artistiche. La pittura, in particolare, è espressione profonda della personalità. Ci sono esempi di pittori straordinari che hanno saputo esprimere la propria arte pur soffrendo molto (basta pensare a Van Gogh, Antonio Ligabue o Munch). A volte esprimere la propria sofferenza attraverso l’arte, può aiutare le persone a ritrovare un equilibrio.

 

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3 commenti a “Curare la psicosi”

  1. psicologo milano dice:

    Sull’arteterapia mi trovi totalmente d’accordo

  2. Laura Tussi dice:

    ARTE E TERAPIA
    La creatività maieutica

    Elaborato di ricerca del saggio inedito CREATIVITA’, ARTE E CAMBIAMENTO di Boris Luban-Pozza, Presidente della Federazione di Medicina Psicosomatica e Sociale- Ascona, Svizzera e Antonino Minervino, membro del direttivo della Società Italiana di Medicina Psicosomatica

    di LAURA TUSSI

    L’accezione di arte, in questa parte di ricerca, vuole significare il senso potenziale del percettibile nella creatività che in ogni individuo può suscitare, innescando una dinamica di cambiamento, un metabolismo sensoriale, una metabletica delle espressioni, considerando che il significato del vocabolo “arte” deve essere riservato a tutte quelle espressioni che grazie a particolari intensità di emozioni e rappresentazioni, si elevano a ideale universale. La dinamica processuale che sommuove e coinvolge intime profondità della personalità è la creatività di cui si denotano la funzione e la presenza, ma che rimane per una notevole parte fuori dalla conoscenza e consapevolezza del soggetto. La creatività si coagula e si trasforma in cambiamento, nella metamorfosi delle espressioni artistiche, quali preziose potenzialità, spesso trascurate, a cui rivolge il proprio interesse il pluriverso delle relazioni d’aiuto, nella complessità di quella sfera professionale che fonda la propria attività in relazioni complementari da una persona ad un’altra. La creatività è l’ultimo barlume della personalità sopravvissuta al disagio, alla devianza, all’insensato giovanile, una scintilla sovente sopita da risvegliare e coltivare, sia nella dimensione terapeutica, sia nello sviluppo di ogni essere umano, nell’approfondimento, nella riflessione sulla propria vita e infine persino di accompagnamento alla morte. Il disagio esistenziale interrompe un progetto di vita, deviandolo, sconvolgendolo. Il malessere interiore, il turbamento psichico può ridisegnare una condizione di progettualità esistenziale, ponendo l’individuo in una situazione di crisi, quale momento di evoluzione, di cambiamento, di nuova e diversa ritrascrizione esistenziale. Nelle molteplici forme di arte-terapia sussiste una grande potenzialità nell’esprimere emotività nel far trapelare sentimenti che spesso non si vogliono esternare verbalmente. Dunque l’arte incontra la psicanalisi e la pedagogia a favore di categorie sempre più numerose di persone: malati psichiatrici, portatori di varie forme di handicap, tossicodipendenti, ma anche e soprattutto portatori di emarginazione e di patologie in diverse fasce d’età, e per interventi a valenza terapeutica risocializzante e riabilitativa. L’espressione artistica vale come terapia per favorire in bambini, adulti, anziani l’espressione di sensazioni ed emozioni. Sappiamo da Freud che il nostro inconscio non pensa secondo criteri logici, ma la sua attività è simbolica e presenta molteplici significati al di fuori del tempo e dello spazio, esprimendosi per mezzo di immagini complesse che si sottraggono alla formulazione diretta e precisa del linguaggio. Ogni forma artistica, sia visiva, grafica, musicale o verbale è in primo luogo un’idea sensibile alle immagini nate dall’esperienza intensamente vissuta e scaturita da una complicità intima con la natura, l’ambiente ed il corpo umano. Si coglie come il rapporto tra l’immaginario e la vita affettiva assuma sempre maggior significato ed importanza; è noto come in questi ultimi decenni le scienze umane abbiano manifestato un interesse particolare per lo sforzo creativo dello psichismo sia a livello conscio che inconscio. Non importa ovviamente che ne risulti un’opera d’arte. In rilievo sono l’espressione emotiva, la comunicazione ed il piacere che se ne ricava. Le nozioni di gioia e di piacere sono presenti nell’atto espressivo e rappresentano elementi vitali di grande importanza. La creatività spesso si attiva da uno stato di paura, di angoscia, di timore perché penetra in un ambito sconosciuto. Scrittura, musica, pittura, scultura racchiudono le nozioni di tempo, spazio e movimento, consentendo un altro linguaggio del corpo, diverso dal sintomo e dalla parola. L’armonia pervade le varie istanze dell’uomo, fra il razionale e l’emotivo, fra la carica pulsionale e la ragione pensante, armonia fra l’uomo e il suo ambiente. Il linguaggio dell’immaginazione, della pittura, della musica è senza dubbio espressione intima dell’inconscio. Liberare la propria creatività significa svegliare in sé delle forze psichiche e morali insospettabili. L’artista tende a reagire emotivamente, ma, all’ascolto delle sue emozioni, si impegnerà ad esteriorizzarle in forma di idee. I nostri antenati già attribuivano all’armonia e al ritmo il potere educativo e autoformativo della creatività. Per mantenere un buono stato di salute mentale e fisica sembra indispensabile utilizzare ogni giorno un po’ del nostro intuito, della nostra immaginazione e della personale capacità creatrice. Il ritmo è l’espressione del nostro essere e la creatività stabilisce il legame con l’infinito. I sevizi che erogano prestazione di tipo sociale, assistenziale e sanitario dovrebbero tenere conto delle loro potenzialità in termini di creatività per produrre quei processi di cambiamento al loro interno che rappresentano l’espressione di quella vitalità necessaria a rendere efficace la loro risposta. I processi creativi sono una fonte di benessere e di salute per ogni singolo individuo e per l’insieme di persone, attraverso un’attivazione dei propri processi di conoscenza e di creatività. Dall’elaborazione creativa scaturisce il prodotto artistico che determina un processo di cambiamento in ogni persona che immagina, che scrive, che suona, che danza. Le polimorfe sfaccettature creative consentono al soggetto di evidenziare il proprio presente esperienziale, riflettendo nella propria vita quel ritmo del rituale catartico implicito nelle fasi della creazione: dalla creatività, alla creazione…

    LAURA TUSSI

  3. Dario dice:

    Cara Laura, complimenti per le belle parole e la teoria. Ma in pratica quali sono i passi necessari che chi soffre di psicosi deve fare per intraprendere l’arte-terapia?
    Scrivere questo articolo vuol dire praticare l’arte-terapia?

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